domenica 15 novembre 2009

COBBLER DI MELE ALLA CANNELLA



Ogni tanto fa bene rimanere tutto il giorno con le ciabatte ai piedi a bighellonare per casa, coccolandosi con una tazza di caldo infuso all'arancia rossa e una fetta di una deliziosa torta al sapore di burro. Questo il programma di questo freddo sabato di novembre, circondata solo dalla mia adorabile mocciosa e da mio marito...
Cosa potrei desiderare di più???


La ricetta postata oggi è stata pubblicata su "Sale e Pepe" dello scorso Ottobre e il dolce in questione sembra arrivare addirittura dal Texas. Purtroppo, sebbene abbia tentato di documentarmi, non ho trovato un granchè. Pazienza, se non altro, lascio parlare questa delizia che di sicuro non lascia delusi.
Ingredienti:
250 gr di farina 0
260 gr di zucchero
200 gr di burro
400 ml di latte intero
12 piccole mele
il succo di 1 limone
1 cucchiaino di cannella in polvere
1 bustina di lievito per dolci



Spremere il limone e metterne il succo in una terrina capiente. Pelare e tagliare grossolanamente tutte le mele a pezzettoni non troppo piccoli e mettere nella terrina perchè si bagnino del succo del limone.
A parte, unire la farina, il lievito, 120 gr di zucchero e 120 gr di burro morbido e lavorare il tutto con le mani in modo da ottenere un composto bricioloso. Incorporare il latte a filo fino ad ottenere una pastella morbida.
Mettere il restante burro in uno stampo rettangolare e passarlo in forno a 180° finchè il burro non si sarà sciolto. Afferrare lo stampo con delle presine e inclinarlo in modo che il burro ne bagni bene il fondo e le pareti (rimarrà sul fondo tantissimo burro, ma non vi spaventate e non lo togliete!!!)
Versare subito la pastella nello stampo e subito dopo anche le mele sgocciolate.
Mescolare in una tazzina il restante zucchero con la cannella e distribuirlo generosamente sulla superficie del dolce. A questo punto non resta che infornare a 180° per 45 minuti circa e servire quando è ancora tiepido.

mercoledì 11 novembre 2009

SPIEDINI APPETITOSI IN BIBLIOTECA




Di recente, nel "metropolitano" paesello in cui vivo, la biblioteca ha cambiato ubicazione e look e così, tra le varie cose che mi piace tanto fare nei lunghi pomeriggi di mamma, c'è quello di recarmici spesso e volentieri, non solo per me, ma anche e soprattutto per cercare di passare almeno un pò dell'amore che io nutro per i libri, anche alla mia piccola principessa che già in pancione si pappava decine di fiabe.
E così nella nuova sede, hanno finalmente creato una piccola aula colorata piena di cuscini e scaffali a misura di bambino ricolmi di libri per tutte le età. Per i più grandicelli ci sono 3 tavolini rotondi che sembrano costruiti per i sette nani, mentre invece per i più piccini, c'è un grande materasso blu-turchese dove si distendono e con il grosso librone in mano, fanno finta di saper leggere. La mia Bibi, invece, che ama distingursi in ogni dove, appena varca la soglia della porta, si toglie le scarpe, comincia a fare scorta di libri scelti a caso tra quelli più buffi e con le figure più pittoresche e se li sfoglia. Ne apre 10 e poi ne prende altrettanti e avanti così per più di un'ora. Io che a mala pena riesco a starle dietro, solo perchè da eterna Peter Pan mi perdo tra i colori e le parole delle favole che mi circondano, le corro dietro all'infinito cercando di ritrovare il posto a tutti i volumi che sparparglia nella stanza. Poi, finalmente si quieta, mi prende la mano e mi fa sedere su uno dei tanti pseudo cuscinoni sparsi sul grande tappeto verde e mi chiede con vocina soave: "uno SSSstolia mamma Mala....". Così, con la mia mocciosa tra le braccia e il libro scelto in mano, comincio a leggere. Ma sarà che forse avrei potuto fare l'attrice visto il coinvolgimento con cui leggo la storia o più semplicemente solo perchè riesco a catturare quasi sempre l'attenzione di un bambino mettendoci sempre del mio, ma in meno di un minuto mi ritrovo circondata da altri 2 o 3 nanetti che sembrano pendere dalle mie labbra e che, ipnotizzati come li si vede solo davanti alla televisione, mi restano ad ascoltare in una inverosimile beatitudine. Ma la sosta lettura dura poco e Benedetta, divincolatasi da me e indispettita per l'instrusione di altre piccole e facoltose menti, fa scorta di libri per la ninna nanna della sera e se ne và a farseli registrare dalla bibliotecaia di turno.
La biblioteca, fortunatamente, non è solo questo... Io adoro il silenzio, che sembra un rispettoso tributo alla cultura che si respira, adoro il profumo dei libri presi in prestito, mi piace toccare le pagine ingiallite e leggere, ogni tanto, qua e là, qualche ricordo vandalico lasciato per lasciare un segno. Così, tra i miei tanti giri, e sempre rigorosamente scortata dalla mia mocciosetta, ho scoperto il mio angolo dei giochi, là in fondo alla sala dove meravigliose copertine colorate brulicanti di dolci, arrosti, risotti e quant'altro, racchiudono migliaia e migliaia di ricette. E queste meraviglie sembrano messe lì apposta solo per essere aperte e venire impregnate dai mille profumi di una cucina. Per un interminabile istante sembro Alice nel paese delle meraviglie e i libri mi parlano... "prendi me...", "no me...", "porta a casa me...". Decine e decine di ricettari, quello che parla dei piatti del mondo, quello che parla di primi, quello che insegna a cucinare, quello che svela i segreti dei dessert, quello che ti fa scoprire le tradizioni nostrane, ma cosa più importante... tutti a mia completa disposizione... non c'è limite alla fantasia, non c'è limite alla quantità, c'è limite solo al tempo.
E così in uno dei miei tanti "booktour gastronomico" ho scovato un gioiellino di ricette al micronde che, ahimè, dovrò restitutire già la prossima settimana.
E così, sfoglia e sfoglia ho scovato la ricetta fotografata mille righe più in sù che mi è veramente piaciuta tanto e che ora potrete leggere anche voi...

Ingredienti:
1 fetta di prosciutto cotto da 150 gr
350 gr di petto di pollo
100 gr di pancetta affumicata tagliata sottile
100 gr di fontina
2 fette molto grandi di pane casereccio con molta mollica
10 foglioline di salvia
5 cucchiai di olio evo
2cucchiai di salsa Worcester
1 limone
sale
pepe
6 stecchini di legno per spiedini

Spremere il limone e miscelare con sale, pepe, l'olio e la salsa Worcester.
Tagliare a bocconcini di circa 2cm x 2cm il pollo, il prosciutto, il formaggio e il pane. Avvolgere con le fette di pancetta tutto il formaggio e se ne avanza, anche dei bocconcini di pollo.
Infilare negli stecchini i pezzi di pollo, quelli di prosciutto, quelli del formaggio avvolto, e quelli del pane alternandoli e inserendovi di tanto in tanto una foglia di salvia. Via Via che sono pronti, sistemare gli spiedini in un piatto largo. Una volta confezionati tutti gli spiedini, versarci sopra il condimento e rigirarli affinchè si possano insaporire uniformemente. Lasciarli riposare al fresco per circa 1 ora.
Mezz'ora prima di servirli in tavola, porre nel forno il solo piatto speciale per rosolare (grill) e programmare il forno alla massima temperatura per 8 minuti con il programma combinato grill-crisp-micronde.
Trascorso questo tempo, disporre sul piatto gli spiedini (io li ho cotti 3 alla volta) senza sovrapporli e riprogrammare il forno sempre alla massima potenza per 3 minuti con il medesimo programma. Aprire il forno, girare gli spiedini e lasciare cuocere per altri 5 minuti, sempre con il solito programma, a una potenza un pò più bassa. A cottura ultimata, vanno lasciati nel forno per almeno 5 minuti prima di servire.

lunedì 9 novembre 2009

FREGOLOTTA



La verità è che questo dolce non è propriamente vicentino, anche se la città di Vicenza ne è un pò la zia, perchè lo si può trovare ovunque.
La Fregolotta è originaria di Treviso e più precisamente di Castelfranco Veneto.
Il pittoresco nome deriva dalla parola veneta "fregola" con in italiano si traduce briciola che altro non è che la caratteristica di questo dolce.
La sua storia risale agli inizi del 900, quando un fornaio padovano si trasferisce in un paesino trevigiano per aprire un forno a legna e una piccola trattoria assieme alla sorella. La sorella aveva avuto la ricetta di questo dolce da una vecchia amica, cameriera presso la casa di una ricca famiglia. la ricetta era misteriosa, ma altro non era che una genuina pasta frolla con gli ingredienti più antichi conosciuti dall'uomo per confezionare un dolce: zucchero, uova, farina, burro e aromi naturali. La torta, cotta nel forno a legna, era servita solo nella locanda, ma la fama fu tale che ben presto si rese necessario aprire un piccolo laboratorio e questo dolce, divenne il dolce più diffuso di tutto il Veneto.
La sua storia è questa, il mio ricordo, invece, legato a lei, è ben diverso.
Non ho ricordi che mia madre abbia mai fatto questo dolce, forse perchè abbonda nei nostri supermercati e forse perchè a volte è più semplice comprarlo che farselo, ma una cosa era certa, due sono i dolce legati alla mia infanzia:il tiramisù mangiato alle feste di compleanno e la fregolotta che saltava in bocca nelle fredde sere d'inverno. Ho ancora impresso nella mente la confezione che la avvolgeva: sempre la stessa carta trasparente al centro con una romantica cornice giallo pastello attorno e a rendere inconfondibile il tutto, il tondo vassoio di alluminio che la conteneva. Sarà stato perchè è un dolce di pura pasta frolla, sarà stato perchè lo zucchero semolato che la guarniva ti si appicicava alle dita costringendoti a leccartele o sarà perchè la si rompeva con le mani (mio padre si divertiva a predarla a pugni), ma resta il fatto che non aveva vita breve una volta aperta ed era ed è nei miei ricordi, un dolce dal sapore casalingo che ci si divertiva a mangiare perchè veniva messo al centro della tavola e ogni membro della famiglia si divertiva a "spaccare"...

Un consiglio... Non chiedetegli mai di accompagnare un cenone o "accessoriarsi" come i grandi dolci con fiori di pasta di zucchero e ricami di panna montanta... Lui ama le serate con gli amici che lo apprezzano per la sua spontaneità e non guardano l'apparenza e va in brodo di giuggiole quando la grappa lo invita ad uscire!!!



La mia versione sconsta un pò dall'originale che lo vuole guarnito con lo zucchero semolato e con la pasta farcita di mandorle. Io ho voluto strafare e oltre a quest'ultime ho aggiunto anche dell'altra frutta secca.
Per comodità, una volta raffreddato io l'ho servito già a pezzi abbasstanza grandi ed è stato graditissimo con una calda tazza di infuso all'arancio:
Ingredienti:
300 gr di farina 0
200 gr di zucchero aromatizzato alla vaniglia
1 pizzico di sale
200 gr di burro
200 gr di frutta secca (io ho optato per maandorle, arachidi e noci)
3 tuorli
la buccia grattuggiata di 1 limone non trattato

Unico accorgimento per questa ricetta è quello di ridurre grossolanamente con l'aiuto di una mezzaluna, tutta la frutta secca che io non ho sbollentato e poi tostato come prevede la ricetta originale.
Gli ingredienti vanno mescolati e amalgamati tutti insieme senza un ordine preciso e con le mani.
Una volta fatto ciò, porre in una teglia molto grande e preferibilmente rotonda foderata con carta forno. Pressare l'impasta con le mani in maniera che diventi molto compatto di uno spessore di circa 1 cm e infornare.
Tempo di cottura 30 minuti a 180°.
Attenzione e non bruciarla, basterà dorata.
Sfornare, lasciare raffreddare e quindi servire rompendola con le mani... ma questo lasciatelo fare agli ospiti, perchè è questo il vero divertimento.
Si conserva in dispensa per molti giorni ben chiusa in un sacchetto per alimenti.

giovedì 5 novembre 2009

PREMIO

Ho il polso destro dolorante a forza di lavorare di mouse e gli occhi gonfi per aver passato 3 pomeriggi appiccicati al monitor, ma ne è valsa la pena se ora vi posso accogliere tutti nel mio nuovo blog arredato di fresco.

Apro con un post di premi, cosa che non faccio da tantissimo tempo e auguro a tutti... tutti un bellissimo weekend!!!





Questi 2 dolcissimi premi mi sono stati donati da: Maurina
e Lidia

e a mia volta li passo a tutti quelli che passeranno di qui nel weekend e lasceranno un commento a questo post!!!

Il secondo premio, prevede anche di rispondere ad un questionario e quindi.... vamos....

1.In quale animale ti incarneresti? Mi incarnerei in una tartaruga perchè è un animale che fa solo tre cose: dormire... mangiare... e un'altra che in un blog di cucina non si può dire.....
2.Di chi o che cosa non potresti fare a meno? Di mia figlia
3.Cosa apprezzo di più di una persona? L'onestà
4.Di che colore preferisco vestirmi? Nero e grigio
5.Definisciti con tre parole: tre non bastano... per descrivermi al meglio direi che sono sincera, disponibile e sognatrice, se volessi descrivermi al peggio direi che sono scontrosa, lunatica e petulante
6.Un viaggio che vorrei fare o un paese che vorrei visitare: vorrei vedere la Nuova Zelanda
7.Citazione preferita: Vivi e lascia vivere
8.Cosa ti piacerebbe fare: mi piacerebbe aprire un bread&breackfast
9.Se non ti dedicassi a quello che fai cos'altro ti piacerebbe fare? Lavorare con i bambini
10.Qual è la tua maggior stravaganza? Premetto che odio stirare... ma la mia è proprio una repulsione vera, ma chissà per quale motivo, tutte le volte che compro un vestito nuovo, a prescindere che sia per me o per mia figlia e per mio marito, non vedo l'ora di lavarlo per poi stirarlo!!!

martedì 3 novembre 2009

LAVORI IN CORSO




Mi scuso per i disagi o se non trovate più qualcosa, ma Pan di Panna si sta rifacendo il look!!!

venerdì 30 ottobre 2009

COCOTTE DI RISO ROSSO E ZUCCA

La mia ricettina per Halloween... protagonista? La zucca!!!



Ho realizzato questo piatto solo per la necessità di svuotare un il frigo e ne è uscita una cosa veramente deliziosa.
Ingredienti (sono abbastanza generica perchè non ho le dosi esatte neppure io)

Riso rosso integrale già lessato

Zucca cotta al vapore

pancetta a cubetti

grana grattuggiato

olio evo

mozzarella

Il riso rosso integrale si deve far lessare in acqua bollente salata per 40 minuti circa, la zucca, invece, una volta cotta e raffreddata va privata della buccia (lo dico perchè io la cuocio direttamente con la buccia perchè privarla di quest'ultima a crudo, per me è pressochè un'impresa) e la consistenza deve essere quella del purè.

Ungere di olio evo sei cocotte da forno.
Cominciare a riepirle a strati.
Un primo strato di riso, un secondo strato con qualche cubetto di pancetta, un terzo trato con qualche bocconcino di mozzarella e per finire un ultimo strato di zucca. Il tutto va pressato con le mani e si riparte con un ennesimo strato di riso, poi di pancetta, ancora di mozzarella e infine di zucca. Si pressa il tutto ancora una volta e lo si cosparge di grana grattuggiato. Irrorare con un filo d'olio.
Porre in forno già caldo a 180° fin tanto che il formaggio comincerà a sciogliersi e la zucca a dorarsi.
Consiglio vivamente di mangiare lo sformatino il giorno successivo.
Ahhh... e visto che ci siamo....
buon halloween a tutte le amiche streghe che passeranno di qua...

mercoledì 21 ottobre 2009

MUFFINS MANIA


Nell'ultimo anno penso che il "muffins" sia divenuto una specie di istituzione a casa pandipanna. Ne sforno a dozzine ogni settimana e fin'ora, non ho mai rifatto la stessa ricetta. Nel mio blog ce ne sono per tutti i gusti, tranne salati perchè ancora non mi sono applicata, proprio perchè la colazione di casa mia si traduce solo con la parola muffins e state pur certi che non mancano mai.
Proprio perchè ogni qualvolta che mi accingo a sfornarne mi premuro di provare una ricetta diversa, ho deciso di lanciare proprio una raccolta dedicata a questo dolce meraviglioso con il quale è stato amore a prima vista.
Regole:
  • realizzare, fotografare e postare una ricetta di muffins; libera scelta se optare tra il salato o il dolce
  • sono valide anche ricette già postate e anche più di una
  • inserire nel post il logo della raccolta con il link al mio blog
  • comunicarmi qui di seguito la pubblicazione della ricetta
  • scadenza 28 Febbraio 2010

A fine raccolta, pubblicherò il pdf completo e a disposizione di tutti e visto il grande successo che solo in 24 ore ha avuto la raccolta, aggiungo questo:

A UNA SETTIMANA DALLA FINE DELLA RACCOLTA, LE SANTE MANINE DELLA MIA GUERRIERA ESTRARRANNO A CASO IL NOME DI UNA "MANIACA DI MUFFINS" CHE HA PARTECIPATO ALLA RACCOLTA (a prescindere che lo abbia fatto con 1 o con 100 ricette) E LA FORTUNATA RICEVERA' A CASA UN SIMPATICO PREMIO A TEMA.

Nella prossime settimane comincerò a farvi intuire di cosa si tratta....

BESOS

Apro io le danze con dei fantastici "muffins al mascarpone". Ne ho provati tanti e di tutti i tipi, ma questa versione sono in assoluto la più morbida che io abbia mai assaggiato.




MUFFINS AL MASCARPONE

300 gr di farina 0

150 gr di farina di patate

100 gr di burro

250 gr di zucchero

3 uova
250 gr mascarpone
1 bustina di lievito
1 bicchiere di latte (200 ml)
gocce di cioccolato fondente

1 pizzico di sale
Unire le uova con lo zucchero e con l'aiuto di una frusta manuale rendere il composto il più spumoso possibile.
Aggiungere il burro fuso e raffreddato a filo.
Sempre mescolando, aggiungere il mascarpone un alla volta e il latte a filo.
Dopo aver amalgamato il tutto, aggiungere in questo ordine i seguenti ingredienti:
farina 0, farina di patate, lievito e sale.
Il composto è sufficiente per 12 stampi per muffins e una volta suddiviso ho cosparso di gocce di cioccolato la superficie.
Infornare a 200° a forno già caldo per 20 minuti.